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Albano Bergami (Oi) parla di rese produttive dell'Abate

 , Mercoledì, 02 Agosto 2017. postato in Pericoltura & Co.

Albano Bergami (Oi) parla di rese produttive dell'Abate
Albano Bergami, vicepresidente di Oi Pera, ha fatto il punto sulla produzione dell'Abate e il miglioramento delle rese produttive con Raffaella Quadretti, giornalista della testata Italiafruit News. Le rese produttive sarà uno degli argomenti del convegno tecnico di FuturPera, che si terrà il 16 novembre.

I dati dell’Oi Pera mostrano una costante flessione della produzione italiana di pere, tra il 4 e il 6%. In particolare, per le varietà Conference e William si parla del 6-7% in meno, mentre la Abate è stabile, se non in leggero aumento”. A parlare è Albano Bergami, vicepresidente dell’Organizzazione interprofessionale Pera, che ricorda come, delle 350mila tonnellate di Abate prodotte in Italia, il 73% sia ottenuto nel “quadrilatero” delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Ravenna.

“Grazie a iniziative commerciali quali Opera e Origine Group il prezzo medio delle pere è aumentato e si è stabilizzato – continua Bergami – ma questo non è sufficiente per dare prospettive al comparto, visto che parliamo ancora di prezzi troppo vicini ai costi di produzione, anche per la stessa Abate”.

Oltre che sul fronte commerciale, però, si può lavorare a livello di rese produttive. “Abbiamo a che fare con quantitativi troppo bassi - osserva il vicepresidente dell’Oi Pera - Secondo le statistiche di Opera, la resa ettariale si aggira sulle 19,4 ton per ettaro di prodotto fresco vendibile, un dato non sostenibile se consideriamo che, per avere soddisfazione, un frutticoltore dovrebbe poter contare su una produzione lorda vendibile di 20-22mila euro per ettaro”.

Bisogna allora lavorare sui volumi raccolti. “Se guardiamo altre parti del mondo, ci sono margini di miglioramento – aggiunge Bergami – Le tecniche sviluppate nei Paesi Bassi, la fertirrigazione proposta da Israele, i sistemi di impianto e di potatura del Nord Europa che hanno dato risultati su altre varietà, in primis la Conference, potrebbero essere trasferiti anche su Abate. E il tetto delle 35-40 ton/ha non risulterebbe più così difficile da raggiungere”.

Proprio la questione “rese” sarà protagonista del convegno di apertura della seconda edizione di Futurpera, organizzato insieme all’Oi Pera e al Cso Italy. Il 16 novembre a Ferrara Fiere si ritroveranno i maggiori esperti del settore a livello internazionale per commentare i risultati raggiunti dal punto di vista tecnico nel mondo.

Fonte: Italiafruit News

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