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Una Pac più "amica" degli agricoltori

 , Giovedì, 04 Maggio 2017. postato in Pericoltura & Co.

Una Pac più
«Un'occasione utile a rafforzare l'agricoltura europea, attraverso una PAC (Politica Agricola Comune) meno burocratica e più attenta alla tutela del reddito delle imprese agricole. Questo il primo commento di Maurizio Martina, ministro per le Politiche agricole, sull’approvazione in Commissione Europea della relazione Omnibus, proposta del vicepresidente della Commissione Paolo De Castro e Albert Dess del Ppe. Si tratta di un regolamento che ha l’obiettivo di modificare e migliorare i quattro in vigore della Pac dopo il mandato di riforma del 2013. La Commissione ha approvato la relazione con il 75% dei voti e ora passerà all’esame della Commissione Bilancio del Parlamento Europeo che dovrà dare il suo parere entro il 30 maggio.

Come ha spiegato lo stesso De Castro, la proposta di “revisione” di alcuni meccanismi della PAC parte con delle ottime premesse e si pone degli obiettivi importantissimi, legati a tre capisaldi della Politica Agricola Comune: semplificazione, gestione dei rischi e misure di mercato. «La semplificazione – ha spiegato De Castro - è necessaria per rendere meno complicata la vita di agricoltori e amministrazioni pubbliche. Questo è importante soprattutto per agricoltori attivi e giovani, per i quali è essenziale che si limiti la burocrazia legata alle "pratiche verdi". Altrettando fondamentale il miglioramento della gestione dei rischi, per attenuare l'impatto di eventi climatici e crisi improvvise. In particolare - ha evidenziato il vicepresidente della Commissione – la soglia di perdita di reddito, che innesca il ricorso a agli strumenti di gestione del rischio (sgr), viene abbassata al 20%, invece del 30% per tutte le misure, dalle polizze assicurative agevolate ai fondi mutualistici contro i danni naturali e gli strumenti di stabilizzazione del reddito. Ma la riforma della Pac deve prevedere anche misure di mercato, con lo scopo - ha chiarito - di dare una rete di sicurezza in più agli agricoltori, che hanno bisogno di organizzarsi, mettersi insieme e gestire meglio la commercializzazione del prodotto.»

Se, grazie al Trilogo – il negoziato a tre di Parlamento, Consiglio e Commissione – si troverà un accordo definitivo sul regolamento, dal 1º Gennaio 2018 entrerà in vigore e forse i produttori europei e italiani riusciranno a sentire più vicino e accessibile uno strumento fondamentale per l’agricoltura europea.

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