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Giovani agricoltori: innovazione e futuro

 , Giovedì, 25 Giugno 2015. postato in Pericoltura & Co.

Giovani agricoltori: innovazione e futuro
Il Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna, recentemente approvato dall’Unione Europea, punta sui giovani agricoltori. Sono dedicate a loro, infatti, i primi bandi in uscita a luglio, per favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo delle imprese condotte dagli under 40. I nuovi imprenditori agricoli, dunque, sono il punto di partenza per rilanciare l’economia agricola di un territorio dove si producono vere eccellenze dell’agroalimentare italiano, tra le quali ha un posto di primaria importanza la Pera Abate. 
Il Piano di Sviluppo Rurale fornirà aiuti e sostegno – molti dei quali previsti per i primi due anni – per quasi un miliardo e duecento milioni di euro, cifra che dovrà sostenere quelle che la Regione ha definito “Priorità” del settore agricolo: promuovere la conoscenza e l’innovazione; potenziare la redditività e la competitività; promuovere lo sviluppo delle filiere agricole, dalla produzione alla commercializzazione; preservare e valorizzare gli ecosistemi; incentivare l’uso più efficiente ed ecosostenibile delle risorse energetiche e, non ultimo in ordine di importanza, impegnarsi per inclusione sociale e riduzione della povertà nelle aree rurale.
Campi di indirizzo generali che saranno attuati, nel corso degli anni, dall’erogazione di aiuti e contributi suddivisi in circa quindici misure e quasi settanta attività.

Tra qualche giorno il contributo concreto che il Piano di Sviluppo Rurale ha l’obiettivo di fornire diventerà realtà per i giovani agricoltori emiliano-romagnoli che potranno così accedere a un aiuto da trenta a cinquantamila euro - cifra prevista per le aziende agricole che si trovano in aree svantaggiate o marginali – per l’innovazione e l’ammodernamento della propria azienda.

In attesa dell’uscita dei bandi per accedere agli aiuti, i tecnici della Regione hanno reso noto i requisiti generali di accesso. Gli agricoltori non dovranno aver compiuto 40 anni al momento della presentazione della domanda, possedere qualifiche professionali e competenze tecniche specifiche per il settore e soprattutto svolgere attività agricola in via prioritaria. Per chi farà domanda non sarà possibile, infatti, avere redditi extra-agricoli superiori a cinquemila euro (seimilacinquecento per le zone svantaggiate). Gli imprenditori agricoli, inoltre, dovranno presentare un piano di sviluppo colturale e avere un reddito agricolo minimo di almeno quindicimila euro.

 Un segnale sicuramente positivo perché i primi bandi del PSR favoriranno gli agricoltori specializzati, dinamici, e soprattutto impegnati nella produzione agricola a tempo pieno. E soprattutto aziende che vogliono andare verso l’innovazione e il futuro.

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