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In piazza con gli agricoltori contro la crisi del settore frutticolo

 , MercoledĂŹ, 18 Settembre 2019. postato in Pericoltura & Co.

In piazza con gli agricoltori contro la crisi del settore frutticolo
Anche noi di FuturPera, un evento fortemente ostenuto dalle principali organizzazioni agricole ha aderito alla mobilitazione organizzata oggi, 18 settembre, a Ferrara e in tutte le principali province frutticole dell'Emilia - Romagna: ForlĂŹ, Ravenna, Bologna e Modena.

In piazza con centinaia di agricoltori appartenenti alle principali organizzazioni agricole e cooperative agroalimentari anche Stefano Calderoni, nella doppia veste di coordinatore di Agrinsieme Ferrara e presidente di FuturPera e Albano Bergami, ai vertici della sezione frutticola nazionale di Confagricoltura e importante membro del nostro Cda. 

“Oggi centinaia di agricoltori sono scesi in piazza uniti, chiedendo a gran voce un sostegno immediato e concreto per superare i principali problemi del settore, in particolare l’invasione della cimice asiatica e i prezzi di mercato che non valorizzano i prodotti all’origine. Siamo soddisfatti di questo risultato, il primo passo di quella che sarà una “mobilitazione permanente”, per far rimanere viva l’attenzione sulla nostra agricoltura e verificare che le nostre richieste vengano effettivamente ascoltate.” - ha spiegato il coordinamento di Agrinsieme Ferrara (Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari).

“Nelle altre province hanno scelto di riunirsi in presidio sotto le prefetture, ma a Ferrara – continua il coordinamento di Agrinsieme – abbiamo preferito la forma della mobilitazione di piazza, perché gli agricoltori volevano essere in prima linea e dare un segnale concreto a tutta la città. La nostra è una delle principali province frutticole, basti pensare che produciamo il 60-70% delle pere italiane, e la cimice ha colpito duro, sterminando interi raccolti. E dove non è arrivata la cimice è arrivato il mercato, che continua a “deprezzare” i prodotti all’origine, cancellando i redditi delle aziende agricole e mettendo in difficoltà intere filiere. Dunque chiunque voglia mangiare cibo sano e di qualità deve sapere che questo è possibile solo se il nostro sistema agroalimentare funziona, è equo e rimane remunerativo per le aziende agricole e le filiere”.

Il corteo - al quale hanno partecipato anche il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, il consigliere regionale Paolo Calvano e molti sindaci del territorio - è partito da Porta Paola per fermarsi poi in piazza Savonarola, per i discorsi dei rappresentanti delle organizzazioni agricole e cooperative agroalimentari. Si è poi diretto alla prefettura dove una delegazione di agricoltori, sindaci del territorio, rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e degli azzerati Carife ha consegnato alla viceprefetto vicario Pinuccia Niglio un documento dove si chiedono alcuni interventi immediati per consentire alle aziende agricole di risollevarsi. “La Viceprefetto ha naturalmente ascoltato con attenzione le nostre problematiche e ci ha assicurato che le trasferirà al nuovo Governo, sollecitando un intervento tempestivo. Tra i punti posti contenuti nel documento anche la richiesta di velocizzare l’iter per la diffusione dell’antagonista naturale, ovvero la vespa samurai; di tenere attive le molecole in scadenza e di stanziare risorse per risarcire i numerosissimi agricoltori danneggiati, andando a intervenire sulla normativa europea che vieta gli aiuti di stato per le calamità ‘non da quarantena’. Qualcosa, dunque, si sta certamente muovendo a livello istituzionale – continua Agrinsieme Ferrara – e pensiamo che l’azione congiunta in tutte le prefetture di un’intera Regione sia un segnale che a Roma non potranno ignorare. Proprio ieri, peraltro, è arrivato anche l’impegno di Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura – in visita ad alcune aziende ferraresi colpite dalla cimice asiatica – per sollecitare al Governo fondi da destinare immediatamente alle aziende agricole. Passi avanti importanti, ottenuti anche grazie all’impegno di tutto il mondo agricolo che non è certamente rimasto a guardare mentre le sue principali produzioni frutticole rischiano di scomparire”.

 

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