Boom dei consumi di frutta e verdura
L’associazione, che ha analizzato i dati Nielsen del primo quadrimestre, sottolinea che ad aumentare sono, nel dettaglio, i consumi di frutta secca (+11,9%), quelli di verdura (+11,9%) e quelli di frutta (+7,1%) per la tendenza a scegliere stili di vita più salutari e, appunto, per il clima bollente che fa aumentare la domanda di cibi “dissetanti”. E possiamo certamente parlare di record anche per quello che riguarda le temperature: la primavera 2017, dal punto di vista meteorologico è stata, secondo il Cnr, la seconda più calda dal 1800 ad oggi, con un’anomalia di +1,9 gradi. Decisamente anomalo anche il clima di giugno con temperature medie addirittura di +3,2 gradi, ch hanno ulteriormente influenzato i consumi alimentari degli italiani.
Oltre al boom di consumi ortofrutticoli tra le mura di casa, si sono affermate altre modalità di consumo come smoothies, frullati e centrifugati, consumati prevalentemente fuori casa. Gli italiani, dunque, hanno ricercato sollievo nei prodotti freschi, non solo perfetti nelle calde giornate estive, ma anche molto salutari per la presenza di antiossidanti “naturali” come le vitamine A, C ed E
Il caldo, però, non ha portato solo benefici alla filiera ortofrutticola, perché con le alte temperature sono arrivati anche maggiori problemi nella conservazione, con perdite di prodotto fino al 25%, tra produzione, commercio e consumo, dovute all’eccessiva maturazione. Il consiglio per i consumatori è quello di ottimizzare la spesa e non buttare via niente, seguendo il vademecum in dieci punti la Coldiretti, con le indicazioni da seguire per mantenere la freschezza della frutta e verdura acquistata: dal campo, al banco del rivenditore fino alla tavola dei consumatori.
Fonte: Coldiretti








