Il clima che cambia, cambia l'agricoltura
Il clima sta cambiando e questo continuerà ad avere conseguenze importanti sul mondo agricolo, in particolare sul ciclo di vita delle piante e sulle avversità fitosanitarie che possono colpire le colture. E' questo l'argomento di una serie di incontri organizzati da Agen.Ter. (Agenzia Territoriale per la Sostenibilità Alimentare Agro-Ambientale ed Energetica) in collaborazione con Arpa Emilia-Romagna e Servizio Fitosanitario Regionale.
"Dal 1987 ad oggi la temperatura media si è alzata di circa un grado in tutto il mondo – ha spiegato William Pratizzoli del Servizio Idro – Meteo – Clima dell'Arpa Emilia - Romagna nel corso del primo incontro - tra il 2021 e il 2050 si stima che in Val Padana continuerà l'aumento delle temperature medie annue: +2° in estate, +1,4° in primavera e in autunno e ci saranno anche inverni più caldi di circa un grado e una maggiore escursione termica". Fortissima la variabilità delle precipitazioni: in Emilia – Romagna: nel marzo del 2012 sono venuti meno di 2 mm di pioggia, nel 2013-2014 - 2015 sono caduti, in alcuni momenti, più di 100 mm di acqua in un'ora.
"Con questi numeri – ha continuato Pratizzoli - ci sarà sempre più bisogno di sistemi irrigui adeguati per fronteggiare il caldo e la siccità ma anche di sistemi in grado di "scolare" la pioggia dai campi in caso di "bombe d'acqua". I giorni in cui le piante lavorano bene saranno sempre meno perché sopra i 30° cominciano ad andare in stress e la produttività diminuisce. Con temperature più alte e che arrivano prima la finestra di coltivazione diventerà più corta, con anticipi di circa 45 giorni". I cambiamenti climatici condizioneranno anche il ciclo di vita degli insetti e dei funghi. La Carpocapsa, problema numero uno per il pero assieme a Maculatura Bruna, trae vantaggio dal clima caldo e asciutto - secondo i dati portati da Mauro Boselli del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia – Romagna - così come gli Afidi e la Psilla. Il calore, al contrario, mette in difficoltà l'antagonista naturale di quest'ultima, l'Antocoride. Uno studio di Alda Butturini e Rocchina Tiso, basato sull'impiego dei modelli previsionali, ha evidenziato che lo sfarfallamento di Carpocapsa nel periodo 1992 – 2014 è stato 8/10 giorni prima rispetto al periodo 1961 – 1986. Per quanto riguarda i funghi, Riccardo Bugiani del Servizio Fitosanitario Regionale ha spiegato come cambia l'infezione: "Una maggiore quantità di pioggia aumenta il potenziale infettivo, in primavera e autunno, per alcuni patogeni come la Ticchiolatura, ma diminuisce il potenziale infettivo in estate, ad esempio per Maculatura bruna. Alte temperature aumentano la sopravvivenza invernale dei patogeni, la loro espansione geografica e incrementano i cicli vitali". I prossimi incontri si terranno: mercoledì 18 febbraio a Cesena, mercoledì 4 Marzo a Ravenna e mercoledì 11 a Bologna. www.agenter.it
"Con questi numeri – ha continuato Pratizzoli - ci sarà sempre più bisogno di sistemi irrigui adeguati per fronteggiare il caldo e la siccità ma anche di sistemi in grado di "scolare" la pioggia dai campi in caso di "bombe d'acqua". I giorni in cui le piante lavorano bene saranno sempre meno perché sopra i 30° cominciano ad andare in stress e la produttività diminuisce. Con temperature più alte e che arrivano prima la finestra di coltivazione diventerà più corta, con anticipi di circa 45 giorni". I cambiamenti climatici condizioneranno anche il ciclo di vita degli insetti e dei funghi. La Carpocapsa, problema numero uno per il pero assieme a Maculatura Bruna, trae vantaggio dal clima caldo e asciutto - secondo i dati portati da Mauro Boselli del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia – Romagna - così come gli Afidi e la Psilla. Il calore, al contrario, mette in difficoltà l'antagonista naturale di quest'ultima, l'Antocoride. Uno studio di Alda Butturini e Rocchina Tiso, basato sull'impiego dei modelli previsionali, ha evidenziato che lo sfarfallamento di Carpocapsa nel periodo 1992 – 2014 è stato 8/10 giorni prima rispetto al periodo 1961 – 1986. Per quanto riguarda i funghi, Riccardo Bugiani del Servizio Fitosanitario Regionale ha spiegato come cambia l'infezione: "Una maggiore quantità di pioggia aumenta il potenziale infettivo, in primavera e autunno, per alcuni patogeni come la Ticchiolatura, ma diminuisce il potenziale infettivo in estate, ad esempio per Maculatura bruna. Alte temperature aumentano la sopravvivenza invernale dei patogeni, la loro espansione geografica e incrementano i cicli vitali". I prossimi incontri si terranno: mercoledì 18 febbraio a Cesena, mercoledì 4 Marzo a Ravenna e mercoledì 11 a Bologna. www.agenter.it





