Trend positivo per l'agroalimentare dell'Emilia-Romagna
Si conferma, inoltre, il trend di crescita anche per l’industria alimentare (+0,5% il fatturato aggregato). Assestata sulle 70mila unità l’occupazione nei campi e aumenta la presenza delle donne tra i lavoratori autonomi.
Anche per quello che riguarda l’export, importantissimo per il settore pericolo, il trend è favorevole, visto che ci sono stati scambi per un controvalore di quasi 6,5 miliardi di euro (+3,6%), pari al 10,2% del totale delle vendite all’estero delle imprese emiliano-romagnole.
Ciliegie, frutta, agricoltura, alberi da frutto miliardi di euro (+3,6%), pari al 10,2% del totale delle vendite all’estero delle imprese emiliano-romagnole. Cresce pure l’import, che arriva a toccare quota 6,55 miliardi di euro (+4,1%), con la bilancia commerciale che finisce in sostanziale pareggio.
Tra le specialità “made in Emilia-Romagna” più apprezzate sui mercati esteri spiccano in ordine di importanza le carni lavorate e trasformate (circa 1.260 milioni di euro), i prodotti lattiero-caseari (803 milioni), quelli da forno e i farinacei (622,5), frutta e ortaggi lavorati (576 milioni) e frutta fresca (510 milioni di euro).
La Germania si conferma il principale mercato di esportazione per le nostre eccellenze agroalimentari, con una quota del 18,45%, seguita da Francia (14,11%), Regno Unito (7,43%) e Usa (7,06%). Nell’insieme i 28 Paesi aderenti all’Unione europea hanno assorbito nel 2018 l’81,3% dell’export agroalimentare regionale.


