Agricoltura forte e competitiva con l'Organizzazione Comune di Mercato

«L’Organizzazione comune di mercato del settore dell’ortofrutta – ha spiegato la Caselli - mettendo al centro del sistema le Op e Aop, ha centrato gli obiettivi di maggiore aggregazione e di rafforzamento del potere contrattuale dei produttori e della filiera, riuscendo a coniugare competività, qualità e sostenibilità delle produzioni. Oggi, tuttavia, c’è bisogno di apportare alcuni miglioramenti al vecchio impianto normativo per affrontare con strumenti più efficaci le nuove sfide che abbiamo davanti, a partire dalla crescente richiesta da parte dei consumatori di alimenti buoni e salubri (biologici e integrati), una maggiore concentrazione dell’offerta, più investimenti in ricerca e innovazione, oltre ad una migliore gestione delle crisi».
Alla presentazione, patrocinata dall’ex ministro ed europarlamentare italiano, Paolo De Castro, e dal collega francese, Michel Dantin, hanno partecipato un centinaio tra parlamentari e realtà aderenti ad Areflh, che rappresenta quasi la metà - il 45% - del fatturato europeo del settore, per un valore che supera i 50 miliardi di euro. Tutti tutti gli intervenuti hanno ribadito l’importanza e l’efficacia dell’Ocm, uno strumento chiave che ha consentito negli ultimi due decenni di ottenere risultati molto importanti sul versante della programmazione della produzione e aggregazione dell’offerta, favorendo il miglioramento della commercializzazione e il reddito dei produttori, oltre a promuovere ricerca e innovazione, migliorare la sostenibilità delle produzioni, ridurre l’impatto delle crisi di mercato.
«Per questa ragione - ha ribadito Caselli - l’Ocm andrà riconfermata nella futura Pac e e migliorata nella direzione indicata nel Libro bianco, cercando di incrementare ulteriormente la quota di produzione organizzata e riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera. Per il futuro la Caselli ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare gli strumenti di gestione delle crisi di mercato e diffondere tra i produttori pratiche e tecniche di coltivazione a minor impatto ambientale in grado di mitigare e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sempre più marcato. «Per fare questo – ha concluso - occorre aumentare gli investimenti in conoscenza, ricerca e innovazione, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie e dei sistemi informativi e previsionali».








